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La
Chiesa dedicata a Santa Barbara di Nicomedia fu costruita dagli
abitanti dell'antica villa giudicale di Ruinas, che si estendeva
nelle vicinanze dell'attuale chiesa campestre. Ruinas è
nominata nell'anno 1242 nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado
scheda n.ro 32 con le parole: "Bau de Ruinas". Nella
scheda Raro 19 è nominata: "Bia qui benit ad Orruinas".
Questo cammino è il sentiero ora asfaltato che va su verso
Santa Maria denominato: "camminu Creccu 'e Piskinas".
Qui passò il vescovo Visconti, nel suo viaggio da Bonarcado
ad Ottana, per scendere dalla domestia di Olmetum o Mura Ulmos,
dove passò la notte del venerdì 18 maggio 1263 per
raggiungere Ottana nel sabato vigilia di Pentecoste. Se vicino
a Ruinas passava una strada obbligata, da ciò si può
desumere che questa villa godesse di una certa importanza. La
rilevanza di Ruinas derivava anche dai ricchi possedimenti che
la Casa di Arborea aveva nelle vicinanze.
Di Ruinas oggi restano solo pietrame, frammenti fittili, tracce
scomposte dai lavori agricoli dei secoli successivi. I resti più
importanti del paese scomparso sono costituiti da due fontane
a pochi metri dal letto del ruscello, dette dalla gente fonti
o sorgenti di Santa Barbara. I devoti che sostavano durante le
novene venivano qui ad attingere l'acqua per le necessità
domestiche, |
fino a quando il Comune non ha provveduto a far arrivare l'acqua
dell'acquedotto. La gente attribuisce virtù medicinali
all'acqua di queste fontane, come viene cantato nei gosos:"“Cun
cuss'abba meighinosa-ch’azzis in sa domo bostra", ossia,
"Con quell'acqua medicinale che avete nella Vostra casa".
Fu, presumibilmente, la peste nera a costringere gli abitanti
di Ruinas a trasferirsi ad Aidomaggiore che fece proprio il culto
per la martire di Nicomedia. Oggi, con grande devozione, i fedeli
accorrono numerosi nella sua chiesa campestre, tre volte all'anno.
Il tre e quattro dicembre per la festa liturgica religiosa, a
maggio in occasione della novena e l'ultima domenica di agosto
per la festa solenne preceduta dalla novena.
La prima costruzione della chiesa fu di origine bizantina. Dalle
antiche decorazioni presenti si desume la trasformazione da chiesa
bizantina a chiesa aragonese. Durante il periodo aragonese, e
quando Ruinas era già disabitata, la chiesa fu ampliata
e ristrutturata con archi a sostegno del tetto. Tali archi sostenuti
da spessi muri diedero origine alle cappelle laterali, tre per
parte. Nel 1954, come indicato in un epigrafe in trachite, murata
sopra il portale della facciata, la chiesa fu ricostruita totalmente,
in seguito al pessimo stato di conservazione delle strutture che
minacciavano di crollare. Finanziamenti pubblici ne arrivarono
molto pochi. Fu tutto il paese a collaborare con generoso slancio.
Vi partecipò ogni categoria di persone, chi con il lavoro
materiale, chi con l'offerta di denaro, di generi vari, chi con
giornate ed ore di lavoro gratuito, con la speranza di poter vedere
ricostruita al più presto la chiesa della nostra santa.
Il desiderio di tutti è che questo secolare luogo sacro,
che forse da 1400 anni è stato voluto dai devoti di S.ta
Barbara, possa continuare ad accoglierli.
Testo liberamente tratto da uno scritto di Don Tonino Carboni.
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